Amadei ad Ancona per raccontare le 20 sigarette di Nassiriya

aureliano amadei e giorgio colangeli al cinema italia di anconaAureliano Amadei, fresco di vittoria del premio Controcampo all’ultimo festival di Venezia, arriva al cinema Italia di Ancona per presentare il suo applauditissimo 20 sigarette.

Prima tappa del suo tour marchigiano: oggi sarà (ore 21.15) al Gabbiano di Senigallia. Un film “né di guerra, né politica” ci tiene a precisare lui. “Questo è un film – aggiunge – di vita dove non ci sono né eroi né personaggi malinconici ma solo umani che magari “cazzeggiano” poco prima di morire. Non è un documentario verità ma abbiamo dato grande spazio all’elemento umano. Si ride parecchio e a tratti è una commedia. Il fatto di aver vissuto in prima persona questa vicenda mi dà la possibilità anche di dissacrarla”.

Tutto vero. Amadei il 12 novembre del 2003, data tragica dell’attentato di Nassiriya, aveva 28 anni ed era appena arrivato in Iraq come aiuto dell’amico-regista Stefano Rolla. Dovevano girare un film. Non avevano fatto i conti con la storia. Amadei è l’unico civile sopravvissuto all’attentato. Tornato in Italia ha raccontato la sua storia. Prima in un libro e poi un film prodotto da Cinecittà Luce (l’ex Istituto Luce). Una pellicola che lo emoziona ogni volta.

Il film – racconta – rispecchia fedelmente il libro e non ci saranno grandi sorprese per chi già lo ha letto. Certo il cinema ha tempi e linguaggi diversi ma abbiamo lavorato tanto sulla sceneggiatura che ha avuto la sua stesura definitiva grazie a Gianni Romoli. Una grande soddisfazione per me è stato quando mi hanno fatto notare il paradosso che in Italia la verità non si sappia dalle news ma da una fiction. Dalle Istituzioni non abbiamo ricevuto pressioni anzi. L’Esercito Italiano e la Croce Rossa hanno collaborato alla realizzazione del film fornendoci diversi mezzi. Poi è normale che nessuna realtà è monocromatica e che qualcuno si alzerà dalla poltrona con il sangue cattivo”.

Ad interpretare il suo ruolo c’è Vinicio Marchioni, l’attore romano che tutti hanno avuto modo di apprezzare nel ruolo de Il Freddo nella serie Romanzo Criminale.

Ho sentito la grande responsabilità di recitare in un film su una delle pagine più drammatiche della storia italiana e internazionale – ci dice Marchioni – con la difficoltà oggettiva di interpretare il ruolo di una persona reale che ha veramente vissuto quella esperienza. Con Aureliano ho stretto da subito un’amicizia fatto sull’equilibrio e il dialogo. Abbiamo lavorato assieme un mese prima del ciak”. Marchioni doveva prendere parte alla serata ma purtroppo è stato costretto a dare forfait. Lo tengono a Roma impegni di lavoro. Interpreterà la parte di un boss della malavita (“ironizzando un po’ sul Freddo” dice sorridendo) nell’opera prima del regista Francesco Bruni, Scialla, con Fabrizio Bentivoglio e Barbara Bobulova. Alle serate marchigiane ha preso parte invece l’attore Giorgio Colangeli che nel film interpreta il ruolo di Rolla.

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4 risposte a Amadei ad Ancona per raccontare le 20 sigarette di Nassiriya

  1. MarinaM ha detto:

    bentornato! è giusto che un pioniere come te torni in pista… un abbraccio

  2. marcocatalani ha detto:

    “pioniere” è una parola grossa ma grazie del bentornato🙂

  3. Alessandroo ha detto:

    Ciao buon vecchio Catta!!!
    Ti mando un abbraccio da Mosca … ancora per poco … infatti passero’ dalla terra natia a meta’ ottobre per cercar casa … e per Natale spero di tornare “anconeta’ ” a tutti gli effetti!! Per quanto riguarda queste “20 sigarette” ti dico che sono molto incuriosito, visto che come sai bene, quel giorno ho perso 3 amici e in seguito ho avuto modo frequentare la zona per un po’…. spero di vedere il film al piu’ presto!
    Nel frattempo, salutoni a tutti e naturalmente … bentornato a bloggare!
    Dasvidanja!
    Ale.

    • marcocatalani ha detto:

      il film, come ho avuto modo di raccontare ad altri, ti tiene incollato alla sedia perché è fatto benissimo. il fatto che poi lui sia testimone oculare di tutta la vicenda rende anche più intenso il racconto. amadei, con il quale ho avuto il piacere di parlare, spiega anche che quello è il suo punto di vista, quello che ricorda e che ha visto.

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