Vino & Polemiche, Arcevia sbanca la domenica

Cucina, vino, Risorgimento e declino di una Nazione. Italiani, si è chiusa ieri la Festa dell’Uva di Arcevia, edizione numero 58 tra i vicoli del meraviglioso centro storico. E non ci si è fatti mancare proprio niente. Neanche le polemiche. Quelle tra le osterie – ben 14 – e gli organizzatori della Pro Loco Arcevia per la scelta di proporre sul palco principale allestito in piazza Garibaldi il concerto di – udite, udite – Stefania Orlando. E chi se la ricordava? L’ex valletta del Lotto alle Otto e di Piazza Grande, adesso canta. Ha una band: gli Orlando Furiosi. Al costo di 5 euro a biglietto per entrare nel centro storico salvo poi sapere (solo dopo aver sganciato la banconota) che il circuito enogastronomico era aperto e gratuito nelle vie parallele a corso Mazzini. Tratto di strada blindatissimo e offlimits anche agli stessi volontari delle osterie, obbligati a fare il ticket o a percorrere itinerari alternativi per poter superare la zona rossa.

Difficile poi accostare la Orlando alla Maestrina dalla Penna Rossa sfilata sui carri allegorici dedicati all’Unità d’Italia. E anche un po’ contraddittorio prima
satireggiare a bordo dei carri sul parallelo tra il poker del 1861 e quello del 2011, con i padri della Patria (Vittorio Emanuele II, Cavour, Mazzini e Garibaldi) a fianco ai signori di oggi (Berlusconi, Bossi, Ghedini, Ruby Rubacuori) o sulla “Barca Italia” al punto di affondare ma che senza guerre, tangenti, scandali e tv può rimettersi in sesto e riprendere la rotta, per poi affidarsi a un personaggio televisivo che trae il suo successo proprio da quella decadenza imputata ai nostri tempi. Di gente però ce ne è stata al concerto e alla fine, si sa, vince chi riempie la piazza. La sensazione resta però che in una giornata di festa come quella di ieri, chiunque sul palco, anche l’ultima band di liscio disponibile sarebbe riuscita nell’intento.

Se però parliamo solo di food e beverage, allora siamo tutti d’accordo. La festa è riuscita alla grande e a testimoniarlo ecco un mini pagellino che abbiamo voluto
stilare a proposito dei posti che abbiamo visitato.

Osteria Rocca Contraria, voto 7: buoni piatti e vini all’altezza. Meglio la Lacrima che il Verdicchio.

Osteria Luna Crescente, voto 7: ambiente giovane, locale aperitivi con le eccellenze del territorio e l’idea di far provare due vini biologici, prima produzione di due ragazzi del posto. Ottimo l’esordio per entrambi.

Osteria Le Conce, voto 8: per i Tacconi di farina di fava con pancetta croccante, il piatto povero proposto e, al nostro palato, squisito.

Osteria Ripalta, voto 6: solo dolci ma gustosi ma voto 4 per la mancata elasticità nel allestire piatti degustazione assortiti. Raggiunge la sufficienza grazie all’ottima visciola.

Informazioni su marcocatalani

giornalista
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