Pergola, quando andare in bianco non è affatto male

Non sarà famosa come Acqualagna o carica di vip come Sant’Angelo in Vado ma anche a Pergola l’eccellenza in tavola è sempre la stessa: il tartufo bianco. Tre giorni di festa, tre domeniche consecutive (9, 16 e 23 ottobre) e 40mila visitatori totali. Più la premiazione al miglior cavatore presente in Fiera, Rossano Isidori, che ha presentato un pezzo da 115 grammi.

Da qualche anno anche Pergola ha un marchio che contraddistingue il suo bianco di qualità. Questo, sommato alle produzioni locali (birra, formaggi, salumi e, naturalmente il Pergola Rosso Doc), ai Bronzi Dorati (per i quali è ancora in piedi una battaglia a colpi di carte bollate tra il piccolo centro e Ancona che li vorrebbe per il Museo Archeologico) e ad un’attenta politica che punta sulla qualità, ha fatto crescere le presenze turistiche. Lo scorso anno il dato segnava un +25% rispetto al precedente e per il 2011 è previsto un ulteriore innalzamento.

Non è stata una grande annata per il tartufo. Le scarse piogge estive ne hanno limitato la quantità. La qualità in compenso è ottima. Quest’anno, dicono dai banchi degli espositori, il Tuber Magnatum Pico va 2.500 euro al chilo. Per ospitare le scaglie del gustoso bianco non poteva esserci una pasta comune. Per questo alla Fiera erano presenti anche Carlo e Carla Latini, dell’omonimo pastificio di Osimo (An). Quest’ultima ha anche preso parte alla giuria che ha premiato il cavatore Isidori.

Stand allestito lungo il corso, passanti invitati alla prova forchetta. In padella salta la linea all’uovo. Ai fornelli, Silvano, aiuto cuoco di un ristorante del posto, l’Osteria del Borgo. Che non sarà un Vissani o un Uliassi (chef da Tre Forchette che scelgono Pasta Latini, ndr) ma assolve pienamente al compito: basta un assaggio per conquistare anche i più restii. A fianco alla Pasta, un’altra Latini. E’ Teresa (giovanissima, 23 anni) che anziché seguire la pista paterna del food, ha scelto il beverage: è nata così la birra artigianale L’Indomabile.

Soddisfatto il sindaco Francesco Baldelli, in giro insieme al fratello Antonio, consigliere provinciale nel Pesarese. Da quando si è insediato – racconta – ha cercato di rilanciare questa Fiera. Quella che si è appena conclusa era la 16esima edizione. Ma da tre anni la formula è cambiata. “Abbiamo voluto che attorno al tartufo – spiega – ci fossero prodotti dell’enogastronomia locale e non semplici bancarelle generiche”. Morale: caratterizzando l’evento si è dato impulso anche ai produttori del posto.

Unico cruccio. Come al solito, viaggiando per le Marche, l’impressione è che si manchi di coordinamento. Apecchio ha la sua Mostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco (tra fine settembre e primi di ottobre), Sant’Angelo in Vado ha festeggiato la sua 48esima Mostra Nazionale del Tartufo Pregiato delle Marche grosso modo gli stessi giorni di Pergola mentre Acqualagna aprirà la sua Festa Nazionale il 30 ottobre. Parliamo di realtà distanti meno di 50 chilometri: non è il caso di unire gli sforzi e di proporsi come territorio?

Informazioni su marcocatalani

giornalista
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