Verdicchio, il web offre successo in cambio di qualità

Primo, bando ai sentori di pruno selvatico o mandorla dolce. Secondo, il pubblico ha diritto di interagire e, se necessario, anche di stroncare. Comunicare il vino ai tempi di internet significa trasparenza e immediatezza, semplicità ma anche il rischio, per chi bara sulla bontà di un’etichetta, di essere seppellito dai commenti negativi degli attenti navigatori.

Per il Verdicchio è un’opportunità di conquistare i mercati di tutto il mondo e ieri mattina l’argomento è stato dibattuto da giornalisti e blogger alla Casalfarneto dove si è tenuto Verdicchio 2.0, convegno aperto al pubblico organizzato dalla famiglia Togni, proprietaria della cantina, in collaborazione con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini.

Ma come si comunica il vino secondo gli esperti? Anzitutto abbandonando il linguaggio barocco che finora ha contraddistinto il settore. “La gente – spiega Vincenzo Reda, blogger-artista che dipinge con il vino – ha bisogno di storie. Vuole conoscere il territorio dove un vino è nato, l’altitudine, le colline, i paesaggi. Oggi tante aziende sono sul web ma la maggior parte, sbagliando, ha cataloghi fissi senza interazione”.

Il direttore dell’Imt Alberto Mazzoni, due sedie più in là, prende appunti. La promozione dell’intera regione passa dal Verdicchio, vino al quale è stato dato l’arduo compito di trainare anche le altre doc e docg. “Ma il web non può andare avanti da solo – avverte – non serve essere on line se poi il Verdicchio non si trova sul mercato. E’ importante sia portare la gente nelle Marche sia ampliare la capacità distributiva delle nostre aziende”.

Vero. Come è altrettanto vero che grazie ai social network si riescono a raggiungere moltitudini di utenti in tempo reale. “Pensate che oggi – racconta Monica Pisciella, fondatrice del blog WineUp, una che ha qualcosa come 3000 follower su Twitter – ad Alba, dove è stato organizzato un convegno simile a questo su tartufo e web, si parlava di Verdicchio perché i miei contatti avevano letto quello ciò che postavo in tempo reale da qui”.

Uno scambio di vedute, moderato dal giornalista de Il Sole24Ore Giorgio Dell’Orefice, al quale hanno preso parte anche Luigi Bellucci (Tigullio Vino), Franco Ziliani (Vino al Vino) e il sommelier Ais e collaboratore Slow Food Andrea Petrini (Percorsi di Vino), e che è andato avanti per tutta la mattinata.

Internet – secondo il padrone di casa Paolo Togniè una finestra sul mondo per le aziende e permette ai consumatori di essere sempre più informati e protagonisti”.

Informazioni su marcocatalani

giornalista
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4 risposte a Verdicchio, il web offre successo in cambio di qualità

  1. andrea petrini ha detto:

    Ciao solo per dirti che più che sommelier e collaboratore Slow Food sono anche, e soprattutto, blogger di Percorsi di Vino.

    A presto

  2. Ciao Marco,
    complimenti per il post.
    Ho scritto anch’io di Verdicchio, se ti può interessare trovi tutto sul mio sito.

    Ciao

  3. marcocatalani ha detto:

    grazie Monica, contraccambierò quanto prima la visita. Ciao

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